Le Chiese

CHIESA DI SAN SALVATORE

La Chiesa di San Salvatore si trova nel centro di Vho, nell'area limitrofa a quello che un tempo era il Castello.

Le fondamenta della Chiesa furono gettate nel 1711. In una lapide murata nella Chiesa ancora oggi si legge "Franciscus Fantius Maximus Hujus Templi Protector Qui Primum Lapidem Fundamenti Posuit Anno 1711".
La Chiesa fu consacrata il 24 Giugno 1722 dal vescovo Giulio Resta.

L'interno della Chiesa, a navata unica, è completamente decorato, sia le pareti sia il soffitto.

La volta principale, rappresentante l'Assunzione, è stata affrescata negli anni Trenta da Clemente Salsa.

   

Il pavimento è formato da lastre di marmo policromo; le vetrate, di vetro piombato, raffigurano motivi geometrici multicolori.
Sopra l'ingresso principale si trova l'antico palco del Coro, in legno dipinto.
Sul lato sinistro, subito dopo l'ingresso, si può ammirare l'antico fonte battesimale, in marmo. Sempre sul lato sinistro si trovano le statute del Sacro Cuore di Gesù e di Sant'Antonio.
Sul lato destro si trovano due statue della Vergine Maria, una delle quali del XVIII secolo. Sempre sul lato destro, a fianco della lapide sopracitata, si trova il confessionale risalente all'Ottocento.
L'Altare Maggiore, in marmo, è dedicato allo Spirito Santo, rappresentato da una colomba.
L'esterno della Chiesa è stato restaurato nei primi anni Novanta, a cura dell'allora Parroco Don Giorgio Caroli.


CHIESA DELLA MADONNA DELLA PURITA'

L’11 Ottobre 1870 il Parroco di Vho scriveva al Vescovo:

"Eccellenza Reverendissima
il sacerdote Durando Giovanni parroco di Vho aderendo con piacere al pio desiderio dei suoi parrocchiani i quali i quali bramano benedetta ed aperta al pubblico una cappella di recente costruzione a pochi metri dal paese ricorre alla Eccellenza Vostra Reverendissima supplicandola:
1) il permesso di aprire della cappella e della facoltà di benedirla;
2) del permesso di celebrarvi in tutti i giorni dell’anno, estensibile ai sacerdoti della parrocchia;
3) del permesso di darvi la benedizione con Venerabile nella terza domenica di Ottobre, festa della Purità di Maria SS. alla quale detta cappella sarà dedicata come pure in qualche altra festa dell’anno a beneplacito del parroco;
4) infine di qualche indulgenza a quei devoti che quivi offriranno i loro ossequi a Maria SS. pregando per i bisogni di Santa Chiesa".

Con decreto del successivo 15 ottobre mons. Giovanni Negri, Ordinario Diocesano, accordava quanto richiesto.

Questo documento permette in modo inconfutabile di "datare " l’edificio sacro che sorge alle porte di Vho e che sulla base di altra documentazione d’archivio si riteneva ben più antico. In effetti, se l’edificio attuale può vantare una storia poco più che secolare, occorre precisare che sullo stesso luogo esisteva, dalla metà del Seicento una cappelletta dedicata all’Assunzione della Beata Vergine.

   

Il primo documento che ce ne parla risale al 4 settembre 1661 quando mons. Carlo Settala compì la visita pastorale in Vho. Leggiamo nel verbale di quella visita all'oratorio della chiesa campestre al titolo dell’Assunzione della Beata Vergine sopra il territorio di Vho annesso alla detta parrocchiale fabbricato per devozione dalli confratelli della Compagnia del SS. Sacramento, senz’obbligo et senza reddito, né vi si celebra, è da assai devozione concorrendovi molte persone et oblazioni quali di presente ascendono a sette sacchi di formento in circa che resta presso Domenico Castellano figlio quondam Lorenzo del presente luogo.."

Tra gli ordini impartiti dal Presule vi è quello di raccogliere le elemosine in una casetta munita di due serrature le cui chiavi dovevano essere conservate una dal Parroco e l’altra da Domenico Castellano.

"Dell’oblationi sudette - ordina mons. Settala - nel termine di un mese si chiuda il rastello con chiave e serratura alla detta chiesetta e fra tre mesi si incrosti et s’imbianchi esteriormente col far avanti ad essa un portichetto coperto".

L’edificio sacro era quindi sorto per devozione popolare e dalla Tabella ecclesiarum pubblicata in appendice agli atti del sinodo Settala, pubblicati nel 1673, si legge che nella Parrocchia di Vho (che allora comprendeva anche il territorio di quella di Torre Calderai) vi era l’oratorio dedicato all’Assunzione della Beata Vergine "de novum constructum". Cade purtroppo così’ l’ipotesi avanzata dal geom. Vittorio Gianelli circa l’origine ben più antica della chiesetta costruita per un voto popolare in occasione della pestilenza del 1630. D’altra parte dell’esistenza di un oratorio dedicato ala Vergine non fa alcun cenno il rev. Domenico de Fanti in una relazione attribuibile agli anni 1644-45 dove presenta la precaria situazione della parrocchia dopo il saccheggio subito dal borgo durante gli assedi del 1642-43. La popolazione era ridotta a sole 10 famiglie, la chiesa parrocchiale era in pessime condizioni per cui "a pena se li può celebrare la santa messa", mentre la canonica era stata completamente distrutta.

Nella relazione del 1742 viene ricordata "la chiesa campestre appellata la Cappelletta sotto il titolo dell’Assuntione" dove saltuariamente si celebrava la messa.

In un documento del 1820 si legge: "Annesso a questa chiesa parrocchiale fuori dal luogo passi ottanta circa vi è un oratorio semplice sotto il titolo dell’Assuntione della Beata Vergine. Pare di juspatronato del popolo. Con un solo altare senza alcun obbligo. Il reddito di quest’oratorio consiste in censi a quali se ne ricava annualmente franchi undici. Col reddito si fanno le riparazioni del fabbricato che si mantiene con la popolazione.

Quest’oratorio ha alcuni candelieri con quattro rame di fiori e tovaglie necessarie per la celebrazione della messa e le altre suppellettili si prendono nella chiesa parrocchiale quando fa uopo".

Dalla relazione del 1834 apprendiamo che la chiesetta è attigua al cimitero e che è "ben tenuta". Ed ancora "in questa cappella si celebra di regola ordinaria nei giorni di S. Bovo, nel quale si benedice il bestiame e nel giorno di San Rocco ed altre volte ancora per l’anno ad istanza di devoti parrocchiani".

Nella relazione trasmessa alla Curia tortonese nel 1879 dal prevosto Giovanni Durando appare scritto che la chiesetta, data la vicinanza con il cimitero fungeva da cappella mortuaria.

La ricostruzione, o con più probabilità l’ampliamento risalente a pochi anni prima, aveva portato anche alla modifica dell’intitolazione in quanto il parroco dice essere dedicato alla "Purità di Maria Santissima", festa celebrata nella terza domenica di ottobre. Funzioni sacre venivano celebrate anche il 24 maggio in occasione della benedizione degli animali, il giorno dei defunti, dopo la messa in parrocchia e ogni qualvolta i devoti lo richiedessero. Durante la buona stagione ogni domenica seda il Santo Rosario, si cantavano le Litanie e si concludeva con il De Profundis.

La chiesetta era amministrata da "un Priore e da un sotto Priore" che vanno questuando ogni domenica nel recinto del paese ed alla fine del triennio, ossia alla loro scadenza del mandato, danno conto in pubblico a mezzo del parroco di quanto hanno raccolto e speso".

Il 20 ottobre 1895 alcuni fedeli, in occasione della tradizionale celebrazione presso il piccolo oratorio, trasportarono processionalmente per ben due volte la statua della Madonna senza che alla cerimonia intervenisse il parroco, con grave scandalo e infrangendo una disposizione vescovile. Ciò comportò l’interdizione al culto del piccolo edificio sacro, provvedimento che a seguito della supplica inoltrata il 25 febbraio 1896, firmata da 21 parrocchiani, venne revocato.

Dopo alcuni anni la chiesa venne sconsacrata causa la pessime condizioni, ma intorno al 1980 grazie al Contributo economico della Famiglia Beccaria, all’impegno di Don Giorgio Caroli (titolare Parroco di Vho) e da un Comitato costituito da Lorenzo Castellano la chiesa venne finalmente riaperta al culto e riconsacrata. Ora, causa il terremoto dell’11 Aprile 2003, risulta inagibile e in attesa di restauro.