Storia

NOTIZIE STORICHE

Le fonti letterarie e documentali su Vho sono del tutto frammentarie.

I primi riferimenti si trovano negli "Statuta Civitatis Dertonae", dove Vho compare come "corpo santo".

Altri riferimenti si trovano nel corso del IX secolo quando la Signora del paese, di nome Teberga, donò i propri beni in Vho (scritto Vau) alla Chiesa Maggiore di Tortona.

Nel 1407 Vho era feudo, insieme a Castellaro (l'odierno Castellar Guidobono) e Volpeglino, dei Conti Guidobono Cavalchini di Monleale.

Nel 1413 il Castello di Vho, così come appare in vari documenti, era già eretto.

Nel 1541 il censimento effettuato a Vho contava poco meno di cento abitanti, perlopiù contadini.

Nel 1575 Vho è descritta - nella "Cronaca di Tortona" scritta da Tomeno Berruti - come una località ricca di risorse agricole ma popolata da “ladri et infesti a Dertona”.

Nel 1642 Vho, che disponeva di un proprio castellano, fu saccheggiata dalle truppe franco-savoiarde impegnate nell'assedio a Tortona, tenuta dagli spagnoli.
 


Il borgo di Vho nel Luglio 1643 (stampa di Francesco Prestinno)


Nel 1662 il Castello fu restaurato.

Nel 1706 Vho fu saccheggiata dagli austriaci che misero a ferro e fuoco l'intero paese, svaligiando anche la Chiesa e la Canonica.



Il borgo di Vho nel 1746 (stampa di G. de la Haye)


Negli anni seguenti la proprietà di Vho passò agli Zenone, già Signori di Castel Ceriolo. Nel 1786 Francesco Casazza successe agli Zenone ed infeudò il paese con il titolo di Contea.
 


NOTIZIE RELIGIOSE

Le prime notizie religiose di Vho risalgono al 1326.

In un documento custodito nel Duomo, pubblicato dal Legè, si legge che il Capitolo di Tortona possedeva beni in Vho "ubi dicitur ad ecclesiam vetulam".
Di questa chiesa, detta "vecchia" in contrapposizione a quella nuova, non rimane oggi alcuna memoria. La chiesa nuova, giusta la tradizione, era posta a ponente del paese.

Nel 1558 Mons. Cesare Gamba, in occasione di una visita, scriveva di una "Cappella del SS. Salvatore fondata nella Chiesa Maggiore cui è annessa la cura dei luoghi di Vho e Torre Calderai".

A quell'epoca la Chiesa Maggiore era condotta da Don Cipriani Schiaffino il quale, essendo agostiniano, fu costretto a ritornare in convento e fu sostituito da Don Giovanni Maria Rattari.

Nel 1590 Papa Clemente conferiva la Parrocchia a Giovanni Cartesio a cui succedeva, nel 1595, il Rettore Don Simone Arduino.

Nel 1613 il titolo di Rettore venne tramutato in Priore.

Nel 1642 la Chiesa, da quanto risulta, era in cattivo stato. La Canonica fu addirittura bruciata dai francesi e fu restaurata solo nel 1889.

Nel 1661 la Parrocchia di Vho, esclusa La Torre, contava "134 anime in 28 fuochi". Il piccolo cimitero del paese era in cattivo stato in quanto aperto su ogni lato.

Nel 1710 la Chiesa, ormai "oscura, umida e minacciante rovina", fu definitivamente abbandonata.

Nel 1711 furono gettate le fondamenta della nuova Chiesa, nel centro dell'abitato. In una lapide murata nella Chiesa ancora oggi si legge "Franciscus Fantius Maximus Hujus Templi Protector Qui Primum Lapidem Fundamenti Posuit Anno 1711".
La Chiesa fu consacrata il 24 Giugno 1722 dal vescovo Giulio Resta.

Nel 1780 Vho contava 410 anime.

Nel 1790 il titolo di Priore venne tramutato in Prevosto.

Nei primi anni del secolo scorso la guida spirituale di Vho fu Don Angelo Moglia e successivamente Don Gabriele Boccio.

Nel 1935 venne fondato, per lascito della Signora Maria Stella Borghera, l'asilo infantile che fu poi affidato alle suore di Don Orione.

Nel 1966 la guida spirituale di Vho passò a Don Giorgio Caroli che, dopo 34 anni di missione pastorale, è mancato nel Dicembre 2000 all'età di 94 anni.


NOTIZIE TOPONOMASTICHE

Il Bottari traduce Vho come "Vicus Dertoniensis".

Può essere che il Vicus Dertoniensis citato nelle carte antiche corrisponda all'attuale Vho, anche se in realtà Vho non sembrerebbe essere la contrazione di "Vicus Dertoniensis" in quanto l'acca è segno di aspirazione presente solo nei dittonghi "ph", "th", rh".